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SoloPerTe

Il percorso si snoda lungo una serie di fotografie a tutto campo accompagnate da didascalie che contestualizzano e offrono spunti di riflessione tra immagini, selfie e frammenti di messaggi osé, all’origine, scambiati tra una ragazza, Asia, e il suo ragazzo.

All’inizio, ad accogliere i visitatori un pannello più grande, volutamente sovradimensionato per fare effetto e lasciare un segno.
Poi le immagini andranno dal colore pieno alla dissolvenza, con un’immagine forte, al centro del percorso, che stabilisce il punto di rottura, il momento in cui tutto può cambiare se non si governa la propria esposizione in Rete.

La lenta perdita di cromatismo delle foto chiude su uno scatto confuso, quasi bianco per rappresentare la totale perdita d’identità di Asia. Che si è spinta oltre per quello che credeva Amore.

Per questo quell’ultima immagine è altro, quasi a dire: «Non sono più io. Queste foto non sono più mie».

http://www.pepita.it/soloperte/

concept e ideazione:
Ivano Zoppi e Davide Carafòli
direzione artistica:
Davide Carafòli
modella:
Karin Morinelli
fotografie:
Tommaso Orlandi
styling e make up:
Teresa Basili
testi:
Barbara Reverberi
grafica:
Annalisa Porcelli

 

un particolare ringraziamento a
Alessandro Dioli e Elena Sostaro
per averci ospitato con disponibilità e gentilezza
e
Jessica Cibin
ag. The Choice

Oggi i ragazzi hanno tra le mani strumenti potenti che liberano la loro espressività. Gli smartphone rappresentano un ponte globale per comunicare con centinaia, migliaia di persone, molte delle quali sconosciute. Per questo è fondamentale che imparino a comprendere il valore di ogni loro azione quando cliccano per condividere, per non cancellare la propria identità. O sarà solo l’ennesima immagine inoltrata nel mare dei big-data dei social network. Per diffondere questo messaggio, per generare consapevolezza tra i giovani, Dajko ha scelto di far parte di questo progetto. 

#SOLOPERTE vuole essere una provocazione per far riflettere, svelando i potenziali pericoli dietro una condivisione irresponsabile e fornendo un approccio diverso che possa stimolare un’analisi più matura delle conseguenze nella Rete come nella Vita.

Davide Carafòli